Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1353/2025, ha delineato con chiarezza i confini dell’accesso agli atti nelle procedure di appalto pubblico, in particolare per i soggetti che non hanno partecipato alla gara. La pronuncia rappresenta un importante riferimento in materia di bilanciamento tra trasparenza amministrativa e tutela dei segreti commerciali, offrendo preziose indicazioni operative sia per le imprese che per le stazioni appaltanti.
Il caso in esame
Il caso esaminato riguarda una Società operante nel settore delle comunicazioni, che aveva richiesto a un’Amministrazione comunale l’accesso integrale (senza oscuramenti) alla documentazione relativa a un affidamento diretto di un servizio di comunicazione massiva di emergenza aggiudicato a un’impresa concorrente.
La peculiarità della vicenda risiede nel fatto che la Società ricorrente non aveva partecipato alla procedura informale di affidamento, pur operando nello stesso settore dell’impresa affidataria. Le richieste di accesso furono parzialmente accolte dall’Amministrazione, che però oscurò le parti dell’offerta contenenti segreti tecnici e commerciali, come richiesto dall’impresa aggiudicataria.
Dopo diverse istanze di accesso presentate dalla Società ricorrente, il TAR competente respinse il ricorso dichiarandolo inammissibile. Il Consiglio di Stato ha confermato tale decisione, formulando importanti principi di diritto.
I principi stabiliti dalla sentenza
La sentenza afferma che l’accesso “difensivo” agli atti di gara, che consente di superare anche le limitazioni relative ai segreti tecnici e commerciali, è riservato esclusivamente ai partecipanti alla procedura selettiva. Un operatore economico estraneo alla gara non può accedere in forma integrale alla documentazione dell’offerta di un concorrente risultato aggiudicatario.
Secondo il Consiglio di Stato, “un’eventuale ostensione al non concorrente delle informazioni comunicate dai partecipanti all’Amministrazione è idonea a incrinare la fiducia riposta dal concorrente nell’Amministrazione”, in quanto espone il partecipante a rischi ulteriori rispetto a quelli previsti, ovvero che le informazioni sensibili siano condivise con operatori economici che non hanno assunto gli stessi rischi partecipando alla procedura.
La disciplina nel nuovo Codice degli Appalti
La sentenza assume particolare rilevanza anche per l’interpretazione fornita della disciplina contenuta nel D.Lgs. n. 36/2023 (nuovo Codice dei Contratti Pubblici). In particolare, il Consiglio di Stato osserva che:
- il nuovo Codice prevede l’integrale digitalizzazione dell’accesso agli atti, consentendo ai partecipanti alla gara di accedere direttamente tramite piattaforma ai documenti della procedura, riducendo la necessità di istanze formali di accesso.
- solo i concorrenti collocatisi nei primi cinque posti in graduatoria hanno diritto di accesso reciproco alle offerte presentate (fatti salvi gli eventuali oscuramenti).
- è previsto un rito speciale “super accelerato” per le impugnazioni relative alle decisioni sull’oscuramento, con termini e procedure estremamente celeri (dieci giorni dalla comunicazione digitale dell’aggiudicazione).
L’accesso difensivo e i suoi limiti
Un aspetto cruciale della sentenza riguarda i requisiti per l’accesso difensivo. Il Consiglio di Stato sottolinea che il concorrente deve dimostrare la “stretta indispensabilità” della documentazione richiesta per uno specifico giudizio, non essendo sufficiente un generico interesse alla tutela dei propri interessi.
L’onere della prova e, ancor prima, dell’allegazione del nesso di strumentalità tra la documentazione richiesta e le censure che si intendono formulare, ricade sull’istante. Questo principio rafforza la tutela delle informazioni sensibili delle imprese partecipanti, impedendo accessi meramente esplorativi o finalizzati a conoscere strategie commerciali dei concorrenti.
Implicazioni pratiche
La sentenza del Consiglio di Stato delinea un equilibrato bilanciamento tra il diritto alla trasparenza amministrativa e la protezione del know-how aziendale. Le imprese del settore degli appalti pubblici possono trarre alcune indicazioni pratiche:
- gli operatori economici che intendono contestare un affidamento devono partecipare alla procedura selettiva per poter poi accedere alla documentazione completa
- i segreti tecnici e commerciali contenuti nelle offerte sono adeguatamente tutelati rispetto a richieste provenienti da soggetti esterni alla procedura
- Ii nuovo sistema di accesso digitalizzato consente una maggiore celerità ed efficienza, ma richiede anche attenzione alle tempistiche stringenti per eventuali impugnative
La pronuncia, confermando precedenti orientamenti giurisprudenziali ma adattandoli al nuovo quadro normativo, rappresenta un importante riferimento per tutti gli operatori del settore degli appalti pubblici.
