L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha recentemente pubblicato un approfondito studio statistico riguardante l’andamento degli affidamenti diretti sottosoglia nel settore servizi e forniture tra il 2021 e il 2024. Il documento analizza l’impatto delle variazioni normative introdotte dai decreti “Semplificazioni” e dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici, evidenziando un marcato fenomeno di “addensamento” delle procedure appena al di sotto delle soglie legali. Il report offre indicazioni cruciali per stazioni appaltanti e RUP sulla gestione della discrezionalità e sui rischi di distorsione del mercato.
Trend e incidenza del ricorso all’affidamento diretto
Nel quadriennio analizzato, il ricorso agli affidamenti diretti si è confermato una pratica estremamente consolidata. In termini numerici, queste procedure rappresentano oltre il 90% dei contratti pubblici totali nel settore servizi e forniture, con picchi del 95,5% nel 2023.
Nonostante la prevalenza numerica, il peso economico di tali affidamenti è sensibilmente inferiore rispetto alle procedure aperte. Tuttavia, si è registrato un incremento progressivo dell’importo complessivo degli affidamenti sottosoglia, che è passato dai 13,17 miliardi del 2021 ai 21,82 miliardi del 2023. Questo dato riflette l’innalzamento delle soglie legali (da 75.000 a 140.000 euro), che ha permesso di includere nella categoria dell’affidamento diretto contratti che precedentemente richiedevano procedure competitive.
L’analisi del fenomeno “addensamento sottosoglia”
Il cuore dello studio riguarda il cosiddetto “effetto soglia”: la tendenza a collocare l’importo dei contratti in classi di valore immediatamente precedenti il limite legale per evitare le più complesse procedure di gara. L’analisi evidenzia che:
• Nel 2021, con soglia a 75.000 euro, si registrava un picco di quasi 10.000 procedure nella classe 70.000-75.000 euro
• Dal 2022 al 2024, con la soglia elevata a 140.000 euro, l’addensamento si è spostato drasticamente verso la classe 135.000-140.000 euro, che nel 2024 ha raggiunto le 11.000 unità.
Al contrario, superata la soglia dei 140.000 euro, il numero di CIG crolla bruscamente a circa 1.000 unità per classe, a conferma che l’obbligo di gara agisce come forte disincentivo economico e procedurale.

CPV e tipologie contrattuali maggiormente coinvolte
L’ANAC rileva che la propensione all’addensamento sottosoglia non è omogenea tra i diversi settori merceologici. I fenomeni di concentrazione più marcati riguardano i servizi intangibili, dove la quantificazione del costo è soggetta a maggiore discrezionalità:
• Servizi di ingegneria e architettura: mostrano una forte “traslazione” degli importi verso il nuovo limite di 140.000 euro
• Servizi giuridici e di consulenza software: presentano elevata sensibilità all’innalzamento della soglia.
Viceversa, forniture standardizzate come prodotti farmaceutici o apparecchiature mediche mostrano una distribuzione più stabile. In questi mercati, i prezzi sono spesso ancorati a benchmark esterni o acquisti centralizzati, limitando la possibilità di aggiustamenti marginali degli importi per rientrare nell’affidamento diretto.
Dimensione delle Stazioni Appaltanti e capacità amministrativa
Lo studio correla il ricorso all’affidamento diretto alla dimensione organizzativa dell’ente. Le amministrazioni più piccole (0-50 dipendenti) utilizzano l’affidamento diretto nel 96-98% dei casi. Tuttavia, sono le amministrazioni medie e grandi a mostrare l’adattamento più rapido alle nuove soglie: per gli enti con oltre 40 dipendenti, il peso economico degli affidamenti “al limite” (135k-140k) è cresciuto significativamente, raggiungendo il 7,1% del valore totale nel 2024. Questo suggerisce che le strutture più organizzate siano maggiormente capaci di modulare le decisioni a contrarre in funzione dei vantaggi procedurali offerti dalla norma.
Il metodo “Bunching”: un’analisi controfattuale
Per validare i risultati, l’ANAC ha applicato il metodo del Notch Bunching, stimando quante procedure si sarebbero svolte in assenza di una soglia normativa. I risultati sono inequivocabili:
- Esiste un eccesso di massa (bunching) prima della soglia, con numeri di CIG effettivi enormemente superiori a quelli stimati dal modello teorico
- Si osserva un deficit di massa (dominated region) subito dopo la soglia, confermando che molti contratti vengono “forzatamente” mantenuti sottosoglia
- Nel 2024 l’effetto è apparso ancora più concentrato, segnale di un progressivo e completo adattamento degli enti alla disciplina del d.lgs. 36/2023.
Lo studio ANAC conferma come l’innalzamento delle soglie per l’affidamento diretto abbia generato una sistematica riallocazione degli importi contrattuali verso i nuovi limiti legali. Per le stazioni appaltanti, questo richiede una rigorosa vigilanza sulla corretta stima del valore degli appalti, specialmente nei servizi intangibili.
Anac – Addensamento sottosoglia affidamenti diretti servizi e forniture – 2021-2024
